Mi è apparso Keith Jarrett

39 INTRATTABILE KEITH. "SUONO LA MUSICA INIZIO SPIGOLOSO A forza di sentirsi ripetere che è un genio, Jarrett è diventato uno dei musicisti più critici in circolazione (...). Ma quando l'uomo del "Köln concert" si siede al pianoforte anche questa sua celeste misantropia sembra divenire un valore aggiunto davanti alle gemme che raccatta in fondo a quel "desiderio feroce", come lo chiama nell'autobiografia data alle stampe una quindicina di anni fa, che gli tormenta l'anima. L'hanno capito bene i 1.400 stipati l'altra sera nel ventre settecentesco del Real Teatro di San Carlo, Napoli, appassionati e compunti come forse nemmeno alla Carnegie Hall lo scorso gennaio gli era capitato di trovare; non un flash, non uno starnuto, appena un paio di colpi di tosse smorzati in gola. che nasce dalla mia testa e se c'è troppo rumore, non parliamo dei flash dei videofonini, non riesco più a sentirla" aveva fatto scrivere il pianista di Allentown sui cartoncini distribuiti all'ingresso per chiedere a tutti il rispetto di uno show giocato tutto sulla concentrazione; e il pubblico ha capito, trasformandosi nel tasto che mancava al suo Steinway gran coda (...). , freddo, sofferto, atonale, con Jarrett intento di Andrea Spinelli

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